Una recente ricerca britannica evidenzia il valore delle attività condivise per favorire la partecipazione sociale delle persone con disabilità intellettiva. Un approccio che ritroviamo in S.F.I.D.A., il progetto di APS La Comune che ha coinvolto giovani, famiglie e persone con disabilità attraverso sport, formazione e iniziative aperte alla comunità.
L’inclusione non è soltanto partecipare a un’attività
Creare occasioni di socializzazione per le persone con disabilità è importante. Ma è sufficiente organizzare attività dedicate per parlare davvero di inclusione?
Una ricerca pubblicata il 22 settembre 2026 sulla rivista scientifica PLOS ONE propone una prospettiva interessante: favorire la partecipazione delle persone con disabilità intellettiva alle attività che già fanno parte della vita della comunità.
Non soltanto, quindi, costruire nuove opportunità rivolte a gruppi specifici, ma rendere accessibili quelle già esistenti, creando le condizioni perché le persone possano partecipare, incontrarsi e sviluppare relazioni.
Perché l’inclusione non riguarda soltanto la persona che partecipa, ma anche la capacità della comunità di accogliere e coinvolgere.
Lo studio MATILDA: quali risultati sono emersi?
La ricerca, condotta nel Regno Unito, ha valutato MATILDA, un intervento pensato per favorire la partecipazione di persone adulte dai 45 anni in su con disabilità intellettiva a gruppi e attività già presenti sul territorio.
Il progetto prevedeva il coinvolgimento di volontari formati, con il compito di facilitare l’ingresso delle persone nelle attività e sostenerne la partecipazione.
Lo studio ha coinvolto complessivamente 57 persone, suddivise tra un gruppo di intervento e un gruppo di controllo. Dopo tre uscite prima dell’avvio, 25 persone hanno iniziato il percorso MATILDA.
I risultati sono incoraggianti:
- 25 persone su 25 sono state inserite in un gruppo della comunità.
- Il 72% (18 persone) frequentava ancora il gruppo dopo sei mesi.
- Il 68% (17 persone) continuava a partecipare anche dopo dodici mesi.
I ricercatori hanno inoltre osservato, tra alcuni partecipanti, un ampliamento delle occasioni di socializzazione e la partecipazione ad altre attività della comunità.
Che cosa ci dicono questi risultati?
Che, con un accompagnamento adeguato e il coinvolgimento dei gruppi locali, può essere concretamente possibile favorire una partecipazione continuativa delle persone con disabilità intellettiva alle attività della comunità.
Lo studio era finalizzato a verificare la fattibilità dell’intervento, non a dimostrarne definitivamente l’efficacia. I risultati sono quindi promettenti e richiedono ulteriori approfondimenti.
Ma mettono in evidenza un principio importante: non basta che un’attività sia aperta a tutti. Servono condizioni e sostegni che permettano davvero a tutti di partecipare.
Da questo principio nasce anche la nostra idea di comunità
È una visione nella quale La Comune si riconosce.
Crediamo che l’inclusione non si costruisca separando le persone in base alle loro caratteristiche o difficoltà, ma creando occasioni nelle quali ciascuno possa partecipare con le proprie capacità, i propri interessi e le proprie modalità.
Lo sport, il gioco, le attività nella natura, i laboratori e gli eventi aperti al territorio diventano così molto più di semplici momenti ricreativi.
Sono opportunità per conoscersi, condividere esperienze e superare quella distanza che spesso nasce proprio dalla mancanza di occasioni di incontro.
Ma perché questo accada, non basta aprire le porte di uno spazio.
Occorre preparare le condizioni dell’incontro, facilitare la partecipazione e coinvolgere attivamente le persone che fanno parte della comunità.
S.F.I.D.A.: giovani formati per costruire occasioni di incontro
È proprio questo uno dei principi che ha guidato S.F.I.D.A. – Sport, Formazione, Inclusione, Dedizione, Altruismo, il progetto promosso da APS La Comune, insieme ad ASD La Comune e Fondazione La Comune, con il contributo di Fondazione di Comunità Milano.
Il progetto, ormai vicino alla conclusione, ha unito sport, formazione e partecipazione giovanile con l’obiettivo di rafforzare i legami sociali e creare nuove opportunità di incontro.
Uno degli aspetti più significativi è stato il percorso di formazione rivolto ai giovani, preparati ad accompagnare persone con disabilità intellettiva e altre fragilità durante attività sportive, educative e ricreative.
Una formazione che non è rimasta soltanto teorica.
I giovani hanno avuto la possibilità di mettere in pratica quanto appreso partecipando all’organizzazione e allo svolgimento di numerosi eventi, contribuendo all’accoglienza delle famiglie e al supporto dei partecipanti nelle diverse attività.
In questo modo, i giovani non sono stati semplicemente destinatari di un progetto formativo, ma sono diventati parte attiva nella costruzione di occasioni di inclusione.
Il Giardino: uno spazio in cui incontrarsi e fare esperienze insieme
Un esempio concreto è rappresentato dagli eventi organizzati presso il Giardino di Fondazione La Comune a Cornaredo.
Nel corso del progetto, questo spazio ha ospitato pomeriggi di giochi, sport, laboratori creativi e attività nella natura, coinvolgendo bambini, famiglie, giovani e persone con disabilità intellettiva.
Non occasioni pensate esclusivamente per una categoria di partecipanti, ma esperienze da condividere, nelle quali persone con caratteristiche ed esigenze differenti potessero incontrarsi attraverso attività comuni.
Durante gli appuntamenti, i giovani formati nell’ambito di S.F.I.D.A. erano presenti per accogliere, accompagnare e facilitare la partecipazione alle diverse proposte.
Il loro ruolo è stato importante proprio perché un ambiente aperto non è automaticamente un ambiente inclusivo.
Servono attenzione, disponibilità, capacità di relazione e persone preparate a riconoscere le esigenze dei partecipanti, senza sostituirsi inutilmente a loro. Il gioco e le attività condivise diventano così occasioni non soltanto per stare insieme, ma anche per sperimentare modalità di partecipazione e costruire nuove relazioni.
Oltre S.F.I.D.A.: costruire una comunità più inclusiva
Mentre S.F.I.D.A. si avvicina alla conclusione, rimane il valore di ciò che è stato costruito: giovani formati, esperienze condivise e nuove occasioni di incontro tra persone diverse.
La ricerca MATILDA e l’esperienza di S.F.I.D.A., pur differenti per destinatari e modalità, richiamano la stessa idea: l’inclusione non nasce semplicemente mettendo le persone nello stesso luogo, ma creando le condizioni perché possano partecipare davvero.
È questa la sfida che vogliamo continuare a raccogliere: rendere la partecipazione una possibilità concreta nella vita quotidiana della comunità.
Fonti e approfondimenti
Ricerca scientifica
Taggart L. et al. (2026), Implementing the MATILDA intervention to enhance community participation for older adults with intellectual disability: A feasibility randomised controlled trial and RE-AIM guided process evaluation, PLOS ONE, 21(9), e0341940.
Il progetto S.F.I.D.A.
Scopri S.F.I.D.A. – Sport, Formazione, Inclusione, Dedizione, Altruismo
con il contributo di:






