
“ABILITIAMO I GIOVANI”: RIPARTONO I CORSI SPORTIVI GRATUITI 26/27 A GAGGIANO
22 Settembre, 2026
L’inclusione si costruisce nei luoghi di tutti: dalla ricerca internazionale all’esperienza di S.F.I.D.A.
13 Ottobre, 2026COSA STA SUCCEDENDO A GAZA
A tre anni dal 7 ottobre, una tregua che non è pace
Il 7 ottobre 2026 segna 3 anni dall’inizio dell’accelerazione del genocidio a Gaza. La fantomatica tregua mediata dagli Stati Uniti ed entrata in vigore il 10 ottobre 2025 è formalmente nella sua seconda fase, ma sul terreno non si è tradotta in pace: dalla sua proclamazione le forze israeliane hanno ucciso più di 1.440 persone nella Striscia e ferito altre 5.000, mentre le agenzie dell’ONU denunciano restrizioni agli aiuti e attacchi quasi quotidiani. Proprio in occasione dell’anniversario, Israele ha sospeso l’ingresso delle merci a Gaza per ragioni di sicurezza.
Il nodo degli aiuti bloccati pesa soprattutto sul cibo. Dopo i miglioramenti seguiti alla proclamazione della tregua, la sicurezza alimentare è tornata a peggiorare: oggi circa due terzi della popolazione vivono livelli elevati di insicurezza alimentare e il World Food Programme avverte che, senza aiuti costanti, entro la fine dell’anno la quota potrebbe salire al 90%.
Anche la scuola racconta questa fragilità. Il 19 settembre, per la prima volta in quasi tre anni, circa 541.000 studenti sono tornati in classe, ma in scuole danneggiate, tende e spazi di fortuna: secondo l’UNICEF il 98% degli edifici scolastici è stato distrutto o danneggiato e per molte famiglie, quaderni e penne restano inaccessibili, con il rischio concreto che un’intera generazione resti indietro.
A rendere tutto più precario sono le condizioni abitative. Gran parte della popolazione è sfollata e vive tra tende ed edifici pericolanti: il 16 settembre, a Gaza City, un palazzo danneggiato dai bombardamenti è crollato sulle sei famiglie sfollate che vi avevano trovato rifugio, uccidendo almeno 21 persone, molte delle quali bambini. Le autorità locali parlano di oltre 2.000 edifici a rischio, ancora abitati da chi non ha nessun altro posto dove andare.
Fame, istruzione negata, case che crollano: sono queste le emergenze quotidiane a cui Una Terra in Comune prova a rispondere, restando accanto a 16 famiglie.
Ecco cosa è stato possibile nei mesi estivi, grazie al vostro sostegno.
GLI ULTIMI INTERVENTI
Un’estate di solidarietà: Cash Aid, nutrizione e ritorno a scuola
Cash Aid: la solidarietà non va in vacanza
Per tutta l’estate abbiamo raccolto e redistribuito le donazioni che le famiglie ricevono attraverso le loro campagne individuali.
Sapendo quanto sia difficile raccogliere fondi ad agosto, questa volta abbiamo integrato le somme con la cassa comune, garantendo a tutte un sostegno aggiuntivo.
I fondi, arrivati l’8 Agosto, hanno permesso di acquistare cibo proteico, frutta e verdura fresca, pagare visite mediche, comprare latte e pannolini per i più piccoli e saldare parte dei debiti. La famiglia della piccola Amani è riuscita perfino a comprarle un seggiolone.
Trasferire risorse direttamente alle persone significa restituire loro, per quanto possibile, margini di scelta e autonomia: è questo il senso del Cash Aid.
La terza fase del programma contro la malnutrizione
Come ha osservato Isra al-Najjar, responsabile della Nutrizione clinica dell’Ospedale Nasser di Khan Younis, in un’intervista a Mondoweiss, la privazione prolungata di proteine, vitamine e altri nutrienti essenziali sta compromettendo la crescita e lo sviluppo di un’intera generazione di bambini. Non è una semplice emergenza alimentare, ma la conseguenza di una fame imposta e prolungata.
Il 16 settembre abbiamo completato la terza fase del nostro programma nutrizionale, ampliandolo da 15 a 16 famiglie, con attenzione particolare a bambini, donne in gravidanza e madri che allattano.
Grazie alle donazioni abbiamo distribuito 16 pacchi di frutta e verdura fresca (calibrati sul numero dei componenti di ciascuna famiglia), 34 polli freschi e un contributo medico diretto di circa 57 € per ciascuna delle 5 persone con anemia grave documentata.
Il budget complessivo – circa 981€ è stato interamente utilizzato e rendicontato. La distribuzione, progettata e realizzata da Aya e Samaher, è ora seguita da un monitoraggio sanitario per decidere come proseguire il programma.
Back to School: la scuola non è un lusso
Questa estate abbiamo anche deciso di accompagnare le alunne e gli alunni del progetto nel loro rientro a scuola, lanciando la campagna Back to School.
La campagna mira a sostenere 59 bambinə e ragazzə dai 4 ai 17 anni (6 all’asilo, 25 alla primaria, 17 alle medie, 11 alle superiori), coprendo iscrizioni e materiale scolastico per un totale di circa 3.400€, con lo 0% di trattenute e piena tracciabilità.
I primi obiettivi sono stati raggiunti:
- i 6 bambini dell’asilo sono iscritti e hanno già il materiale
- l’obiettivo per i 25 della primaria è in consegna
- restano ancora da coprire le medie e le superiori.

Un grazie di cuore va a tutte le persone che hanno sostenuto la campagna: chi ha donato, chi ne ha diffuso l’appello e chi ha organizzato i momenti di incontro.
In particolare, ringraziamo le organizzatrici del festival Scomode e la Casa delle Donne di Modena, che dal 4 al 6 Settembre hanno dato spazio al nostro banchetto, nonché la Parrocchia di Baggiovara insieme all’associazione Bambini nel Deserto, che il 19 Settembre hanno promosso la cena solidale a sostegno del diritto all’istruzione, dal Burkina Faso a Gaza.
È grazie a questa rete di solidarietà che possiamo dare a 59 bambinə e ragazzə la possibilità concreta di continuare a studiare e immaginare il loro futuro.
Un sostegno che cambia forma, ma non si ferma
Quando cambiano le condizioni sul terreno, deve cambiare anche il modo in cui costruiamo solidarietà. L’aumento del prezzo della benzina a Gaza ha reso il trasporto e la consegna dei pacchi sempre più costosi e complessi; allo stesso tempo, è diventato essenziale garantire alle famiglie l’accesso a prodotti freschi e realmente adatti alle loro necessità. Per questo abbiamo completato il passaggio dai pacchi alimentari a un nuovo sistema basato sulla distribuzione di buoni spesa.
Il 15 Settembre abbiamo distribuito buoni da 100 € a 50 famiglie, 16 delle quali sono quelle che Una Terra in Comune sostiene stabilmente. Ogni nucleo ha potuto scegliere in autonomia ciò di cui aveva più bisogno — alimenti freschi, latte e pannolini, prodotti per l’igiene o altri beni essenziali — acquistandolo nel luogo e nel momento più accessibili e sicuri.
Il sostegno ha cambiato forma per adattarsi a una realtà in continuo mutamento, ma non si è fermato: il nuovo sistema ha funzionato molto bene e verrà presto riproposto con una nuova distribuzione.
VOCI DALLE FAMIGLIE
Musakhan, torte di compleanno e piccoli gesti di normalità
Dietro ogni intervento ci sono momenti di vita quotidiana che le famiglie condividono con noi.
Con il contributo ricevuto, Aya ha potuto preparare il musakhan – un piatto tradizionale palestinese che i suoi bambini le chiedevano da tempo – oltre a pagare gli studi e le lezioni di sostegno di Ahmed e a saldare una parte dei debiti.
Nelle stesse settimane abbiamo festeggiato due compleanni: Majid ha compiuto 12 anni e Joury 9, ciascuno con una torta da dividere con fratelli, sorelle e cugini.
In un contesto segnato da privazioni continue, poter scegliere cosa cucinare, prendersi cura della propria salute, sostenere l’istruzione di un figlio o festeggiare un compleanno significa ritrovare, anche solo per qualche ora, autonomia, normalità e serenità.
È per questo che continuiamo: e possiamo farlo soltanto insieme a voi.
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