Una vita di (Zen) Yoga: intervista a Franco Catinelli

Quando avevo 11 anni mi fu’ diagnosticata una severa forma di cifoscoliosi, seguii tutte le cure del caso e portai il gesso per un mese ed il busto rigido per  anni, feci cicli infiniti di ginnastica correttiva fino ai 15 anni.

In seguito riuscii a fare una vita quasi normale, quella di tutti gli adolescenti, ma dopo i 25 anni la mia condizione peggioro’ fortemente, avevo dolori alla schiena che mi lasciavano immobile per giorni, non potevo camminare a lungo perché mi mancava il fiato causa la compressione ai polmoni che la mia schiena mi causava…

Franco Catinelli - Zen Yoga

Franco Catinelli – Zen Yoga

Avevo un amico che praticava Oki Do Yoga in un centro qui a Milano, “il Vento”, era parecchio tempo che mi invitava a provare.

Dopo l’ennesimo mese di immobilizzazione, decisi di andare a trovarlo e finalmente spinto dal bisogno , mi decisi.

Fu la mia fortuna.  Era il 1988 e all’età di 26 anni mi sono avvicinato, e da allora mai più allontanato, allo Yoga.

Iniziai un vero e proprio percorso di “ricostruzione”.  Il mio corpo era in condizioni così compromesse che quando la struttura iniziò a sbloccarsi, mettendo in crisi il fragilissimo equilibrio che si era creato, non fu certo indolore…ma si percepiva una liberazione. Oggi che ho 56 anni riesco a fare cose che da ventenne avrei potuto solo immaginare.

Lavorando sul corpo si ottengono benefici evidenti.

La correlazione fra lo stato d’animo ed il corpo è diretta, uno influenza l’altro, quando  hai un corpo che manifesta uno squilibrio posturale e che convive col dolore, ne sei profondamente influenzato. La condizione che avevo, la postura scorretta ed il dolore mi causavano momenti di forte depressione e la mia vita nel suo insieme ne risentiva.

Iniziando a praticare le cose sono gradualmente cambiate, con il migliorare della condizione fisica, anche quella interna ha iniziato a cambiare ed ho ricominciato a sentire una voglia di vita rimasta a lungo sopita.

Posso sinceramente dire che lo yoga mi ha aperto al mondo.

Giocoforza per me la pratica yoga non è mai stata un passatempo … avevo un bisogno reale e questo mi ha portato a praticarlo quotidianamente per otto anni, spesso più volte al giorno. La definirei una pratica piuttosto intensiva, quasi totalizzante.
Inizialmente era semplicemente un bisogno fisico, l’unico rimedio che avevo trovato per stare bene,  ma ben presto compresi di avere in mano uno strumento di trasformazione di se potente ed efficace. Ed è qui che è iniziata quella che, umilmente, definirei la mia ricerca.
Ho iniziato il mio viaggio studiando presso il centro Okido Yoga a Milano e nel Dojo del M° Yahiro a Pesaro per un bel po’ di anni e tratto ispirazione da altri 2 Maestri giapponesi Masahiro Oki e Harumichi Hida.

“Ciò che si riceve va condiviso”

Il M° Yahiro ci ha sempre detto “Ciò che si riceve va condiviso”, quindi una delle prime richieste che fece quando ho iniziato a studiare con lui fu di tenere almeno una classe di Yoga. E così dopo circa 8 anni di pratica tenni la mia prima lezione da insegnante.
Quindi a spingermi in questa direzione fu un po’ il caso, la mia condizione fisica ed il fatto che essendo pigro il condividere la mia esperienza con gli altri mi aiuta a mantenermi attivo.

Nel corso del tempo ho avuto la “fortuna” di poter verificare direttamente il valore dei principi di studio.

Ti faccio un esempio. Nel 1997 sono andato in India, e ho preso la malaria in una forma abbastanza aggressiva. Ero in Rajasthan quando mi sono ammalato, nel deserto a 3 giorni di cammino dal primo centro abitato.

Mi legarono su un cammello e  portarono in un centro abitato da dove con un pullman andai in ospedale per le prime cure. Rientrato in Italia avevo perso 17 kg ed  avevo il fegato in pezzi.

Dopo le cure ricevute in India, ho avuto di nuovo bisogno di riequilibrare tutto me stesso. Ho iniziato a praticare di nuovo intensamente, piu’ volte al giorno,praticando per rafforzare la mia forza vitale, curando ma non in maniera eccessiva l’alimentazione.

In 9 mesi ho recuperato una condizione ottimale, preso piu’ di 20 kg e mai piu’ avuto un attacco di malaria in tutta la mia vita.

Non possiamo decidere cosa accade nella nostra vita, ma possiamo, questo si, scegliere in che relazione porci con le esperienze che la vita ci offre.

Occasioni come una malattia possono diventare opportunita’ di lavoro e maggior conoscenza di sé ,attraverso la valorizzazione del proprio disturbo , che se non subito passivamente, negativamente, ma accettato come stimolo che la vita stessa ci da’, puo’ aprirci molte possibilita’.

Dopo quell’esperienza…

… nello Yoga ogni cosa va verificata personalmente, tramite l’esperienza diretta, quindi non  ho potuto che sentire ringraziamento per le condizioni che mi avevano portato ad incontrare questo studio ed a fare questo tipo di esperienze.

Quando insegno o meglio condivido,  trasmetto quello che è il mio studio e contemporaneamente imparo qualcosa dalle persone con cui pratico.

Farlo è diventato uno dei miei modi di rapportarmi al mondo in cui vivo ed uno dei miei principali interessi.

Al momento tengo classi sia in corsi serali per persone , diciamo, “normodotate”, sia in contesti di disabilità fisica e cognitiva nonché a persone piuttosto avanti negli anni.

Credo che ci sia, ’in una societa’ come quella odierna, un gran bisogno di pratiche che ci permettano di incontrarci con noi stessi, a tutti i livelli. Anche il semplice cambiamento che si puo’ avere dopo una ”lezione”, puo’ avere un valore notevole.

Tornare alla propria vita quotidiana con uno stato d’animo piu’ sereno, un respiro piu’ profondo ed un corpo piu’ rilassato, ha degli effetti non solo su di noi, ma anche su chi ci circonda … E non è cosa da poco.”

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