Judo per ragazzi e adulti

Il Judo è una disciplina educativa che mira al miglior impiego dell’energia fisica e mentale

Jigoro Kano

Orari:

N.B. In caso di superamento dell’emergenza COVID-19 gli orari potranno essere leggermente modificati e ampliati

Sede via Novara
Sede via Novara
  • Lunedi 19.15-20.45
  • Giovedi 19.15-20.45

Insegnanti:

Marco Marzagalli – VI° dan Hanshi

Contatti:

Cos’è il JUDO ?

Il M° Koizumi affermava che il Judo ha la natura dell’acqua e come l’acqua si adatta alla forma del recipiente che lo contiene.

E se il “recipiente” è una persona, il judo deve sapersi adattare a questa e non viceversa.

Il judo vuole essere un mezzo per unificare il proprio essere, si usa dire: unificarsi in corpo, mente e cuore, intendendo i tre stadi (fisico, intellettivo ed emotivo) che spesso non abbiamo in armonia.

Il judo sceglie una delle vie più difficile: quella di armonizzarsi con sé stessi e quindi con il Tutto attraverso il combattimento per la vita e per la morte contro un altro essere umano.

Ma è proprio in questa contrapposizione che c’è nascosta la sfida: la dualità con l’altro si annulla nel momento in cui si coglie che la propria azione scaturisce spontanea, “sincera”, senza contro intenzioni mentali, senza emozioni negative.

Allora l’altro non è più l’avversario, l’ipotetico nemico, ma di colpo si svela per un altro che persegue il nostro stesso cammino, un altro che ci è indispensabile per il nostro cammino, che ne è anzi strumento essenziale.

E l’unificazione di sé stessi si scopre che andrà di pari passo con un sentimento di armonia con il Tutto, un “Tutto” che comprende tutti gli esseri, tutte le cose, tutte le emozioni, tutti i pensieri.

Obiettivi
Come si svolge una lezione ?
Il Judo al tempo del COVID
Le finalità educative del Judo
Stai cercando un buon libro sul Judo?

Obiettivi

L’obiettivo di un corso di Judo è quello di aiutare il praticante in un percorso di consapevolezza e crescita, qualsiasi sia la sua età. Attraverso “il miglior impiego dell’energia” ci si concentrerà sull’essenziale, per essere più pronti, reattivi e aperti alle varie situazioni della vita. Perseguendo il fine del Judo “tutti insieme per crescere e progredire” ci si scoprirà più rIcettivi e disponibili nei confronti degli altri.

Le capacità fisiche cresceranno insieme a quelle mentali e a quelle emotive, perché l’obiettivo resta sempre quello di uniformare corpo-mente e cuore per aiutare una crescita di persone più “sane”.

Come si svolge una lezione ?

In tempo di COVID molti esercizi non saranno praticabili (v. articolo apposito). La lezione si aprirà quindi con il tradizionale saluto, a cui seguiranno esercizi di riscaldamento e di potenziamento, a seconda della classe di allievi.

Una parte importante della lezione sarà dedicata alle tecniche di caduta (ukemi waza), sfruttando proprio il periodo in cui il distanziamento è d’obbligo per perfezionarle al meglio.

Verranno poi svolti esercizi di simulazione di tecniche in cui l’attenzione sarà posta su ogni parte del proprio corpo, per costruire dei movimenti fluidi, con la piena coscienza di come si stia muovendo ogni piccola parte di noi. Questa parte sarà essenziale, soprattutto per i bambini e i ragazzi, spesso poco coscienti del loro corpo in crescita, e in genere poco coordinati.

Nei corsi adulti verrà poi introdotto lo studio del boken (spada di legno) che favorirà la ricerca della concentrazione e della precisione del gesto, mantenendoci per forza a distanza.

Il Judo al tempo del COVID

All’apparenza il Judo è quell’arte marziale in cui si afferra il compagno per la divisa e con abile movimento lo si proietta per terra. All’apparenza quindi non è possibile praticare un Judo “distanziato”.

Ma è proprio così?

Partiamo da definire cosa è il Judo. Il Judo è un metodo educativo, ovvero è una metodologia che attraverso un’attività motoria vuole innescare un processo educativo.

Processo educativo che si basa sul voler unificare corpo, mente e cuore, in altre parole armonizzare il lato fisico, razionale ed emotivo di ciascuno di noi.

La tecnica di Judo è quindi una “grande scusa” per iniziare un lavoro sul corpo attraverso un principio pratico (il miglior impiego dell’energia), superare dei blocchi emotivi (es. paure, timori), rasserenare la mente e indirizzare la persona ad una cooperazione con gli altri (”tutti insieme per progredire” è infatti la massima del Judo).

Il Judo quindi opera sulla persona, per costruire un carattere efficiente, pronto, attento, solidale, altruista.

Possiamo fare Judo quindi a distanza?

Certamente! Si tratta solo di adattare (ju=adattabilità) la tecnica alla circostanza, faremo quindi esercizi da soli (tandoku renshu), affineremo le cadute (ukemi), utilizzeremo per i più grandi la spada di legno (boken) per cogliere gli stati mentali, ci concentreremo attraverso la visualizzazione del compagno per focalizzare la mente e il corpo in un movimento che dovrà poi diventare spontaneo, ci relazioneremo mantenendo le distanze ma lo faremo insieme.

Il Judo non sarà mai una pratica isolata, la relazione è la sua ragione di essere, e – in periodi in cui la relazione con l’altro non è quella di prima – è ancora più necessario praticare Judo per mantenere il proprio equilibrio psico-fisico.

Certo, per i bambini in età prescolare imparare giocando sarà diverso da prima, ma non per questo meno bello; per i bambini dai 6 ai 10 anni sarà meno “gioco”, ma sarà qualcosa che servirà ancora di più per rafforzare la propria personalità; per i ragazzi più grandi sarà un percorso per prendere coscienza che è solo dal proprio sforzo e dalla propria attenzione che si può migliorare; per i giovani sarà un primo step per comprendere che adattarsi non significa cedere, ma volgere a proprio favore gli accadimenti della vita.

Vi aspetto: il primo settembre ricominciano i corsi e, a causa distanziamento, i posti non saranno molti, chi vuole può pre-iscriversi fin da adesso.

M° Marco Marzagalli (6° dan)

Le finalità educative del Judo

Il Judo nasce alla fine dello scorso secolo in Giappone, per merito del prof. Jigoro Kano.

Il prof. Kano era un uomo di notevole cultura, preside del I° Liceo di Tokyo, ed in seguito collaboratore del Ministero dell’Educazione e fra i principali estensori della proposta di riforma scolastica giapponese poi adottata dal Governo.

Kano sosteneva che all’educazione intellettuale, punto centrale della visione scolastica occidentale, andasse affiancata un’educazione fisica (“…l’uomo sano potrà essere maggiormente d’aiuto alla società che un uomo cagionevole di salute.”), e soprattutto un’educazione morale.
Il compito dell’educazione morale deve essere quello di invogliare i giovani alla mutua collaborazione dando sempre il meglio di sé stessi.

Una scuola che desse solo un’educazione intellettuale (ovvero un’istruzione) assolverebbe solo al compito di formare degli uomini validi nel proprio campo lavorativo, ma una scuola che inculcasse anche un principio morale potrebbe produrre anche uomini in grado di contribuire positivamente alla società e non solo a sé stessi.

Il superamento degli istinti egoici diventa quindi basilare nella visione educativa del prof. Kano.
Ma il compito di “educare” non può essere demandato agli insegnanti di materie letterarie o scientifiche, giacché le loro resterebbero inevitabilmente delle parole.
Un’educazione non si può presentare a dei giovani con delle parole ma va presentata e fatta capire attraverso il fisico.

La cosa può stupire, ma siamo tutti concordi nel ritenere che la mente ha dei tempi veloci di apprendimento ma anche dei tempi altrettanto veloci per dimenticare ciò che ha appreso, il corpo invece ha dei tempi più lunghi di apprendimento ma quando apprende, apprende per sempre: pensiamo ad esempio alla relativa facilità con cui alle scuole medie abbiamo imparato le lunghe dimostrazioni dei Teoremi di Pitagora e di Euclide (che adesso difficilmente sapremmo ripetere) e alla difficoltà che da bambini abbiamo avuto per imparare ad andare in bicicletta (su cui adesso, magari con qualche piccola sbandata, siamo capaci ancora di andare), la mente dimentica, il corpo no.

La proposta educativa del Prof. Kano, rivoluzionaria allora ed ancora oggi, è quindi questa: insegnare il principio morale attraverso il corpo affinché questo diventi parte dell’essere di ciascuno e non una sovrastruttura intellettuale.

Il judo si presenta apparentemente come disciplina fisica, ma attraverso la pratica fisica presenta subito i suoi intendimenti morali ed educativi.

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