Judo per bambini

Il Judo è un’arte marziale giapponese e una disciplina educativa adatta ad accompagnare i bambini in un percorso di crescita mentale, fisica e sociale.

Orari:

N.B. In caso di superamento dell’emergenza COVID-19 gli orari potranno essere leggermente modificati e ampliati

Sede via Trivulzio
Sede via Novara
Sede via Trivulzio
  • 4-5 anni: lunedi 16.15-17
  • 4-5 anni: giovedi 16.15-17
  • 6-7 anni: martedi 17-18
  • 6-7 anni: venerdi 17-18
  • 8-10 anni: lunedi 17-18
  • 8-10 anni: giovedi 17-18
  • 10-14 anni: lunedi 18-19
  • 10-14 anni: giovedi 18-19
Sede via Novara
  • 4-5 anni: mercoledì 16.15-17
  • 5-6 anni: mercoledì 17-18
  • 7-9 anni: giovedì 17.15-18.15
  • 10-13 anni: giovedì 18.15-19.15

Insegnanti:

Marco Marzagalli – VI° dan Hanshi
Alessandro Asso – II ° Dan
Futura Zuccotti – I° Dan

Contatti:

Cos’è il Judo ?

Il Judo continua a essere uno sconosciuto, affascinante sì, ma anche sospetto. E continua a esserlo nonostante la sua diffusione ormai più che ragguardevole. E’ convinzione abbastanza comune che si tratti essenzialmente di una tecnica di difesa personale e di uno strumento di autorassicurazione fisica e psicologica. In definitiva, di un’arma. Ma ciò che normalmente non si sa è che chi possiede quest’arma tende per lo più a non usarla come tale.

E quanto meglio la conosce, tanto meno si sente portato a impiegarla. La cosa è logica, come vedremo subito, e dipende da questo: se è vero che il judo è un efficacissimo mezzo difensivo e offensivo, è altrettanto vero che non è solo questo. Il judo è anche un’arma, ma il suo spirito va ben oltre un simile aspetto superficiale e grossolano.

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Obiettivi
Insegnare Judo ai più piccoli (4-5 anni)
Insegnare Judo ai bambini ( 6-9 anni )
Insegnare Judo ai bambini ( 10-14 anni )
Come si svolge una lezione
Risultati attesi
Il Judo al tempo del COVID

Obiettivi

L’obiettivo di un corso di Judo è quello di aiutare il praticante in un percorso di consapevolezza e crescita, qualsiasi sia la sua età. Attraverso “il miglior impiego dell’energia” ci si concentrerà sull’essenziale, per essere più pronti, reattivi e aperti alle varie situazioni della vita. Perseguendo il fine del Judo “tutti insieme per crescere e progredire” ci si scoprirà più rIcettivi e disponibili nei confronti degli altri.

Le capacità fisiche cresceranno insieme a quelle mentali e a quelle emotive, perché l’obiettivo resta sempre quello di uniformare corpo-mente e cuore per aiutare una crescita di persone più “sane”

Insegnare Judo ai più piccoli (4-5 anni)

Il modo migliore per introdurre un’arte marziale per un bambino ? Farlo giocare.

Questo corso, spercificamente ideato per i bambini in età prescolare, si propone di introdurre la disciplina marziale in attraverso un approccio ludico e rilassato.

Giocare si, ma nel modo giusto.

E’ prematuro parlare di un vero e proprio corso di Judo, in cui il metodo di insegnamento è quello tipico delle arti marziali e quindi adatto solo per chi ha già intrapreso un percorso scolastico strutturato che abitua ad un’attenzione alle spiegazione.

Lo scopo di questo corso è quindi quello di un approccio ludico al Judo, proponendo giochi attraverso cui insegnare le basi del Judo senza che vi sia quella formalizzazione tipica di un corso per bambini più grandi.

Insegnare Judo ai bambini ( 6-9 anni )

Il judo viene presentato ai bambini come una sorta di gioco-educativo, vengono rispettate quelle formalità tipiche della disciplina marziale: saluto, pratica in silenzio, ecc., ma vien dato subito ampio spazio ad esercizi a coppie che assomigliando ad un gioco non impensieriscono il bambino (non gli fanno né dire né pensare: “non lo faccio, non ne sarò capace”), ma gli permetteranno nel giro di qualche lezione di passare ad esercizi di complessità crescente, acquisendo una maggior sicurezza dei propri movimenti.

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Insegnare Judo ai bambini ( 10-14 anni )

L’età pre-adolescenziale e adolescenziale è quella fase critica in cui vi è la transizione dal mondo dell’infanzia, dei sogni, della fantasia, ad un mondo più concreto, fatto di maggiori obblighi e responsabilità.

Responsabilità a cui spesso l’adolescente sfugge perché troppo pesanti per lui.

Il Judo può aiutarlo in maniera fenomenale a prendere invece coscienza delle proprie potenzialità, e nel contempo dei propri timori e paure, senza colpevolizzarsi ma vedendo anzi come superarli.

Superare le difficoltà da un lato e percepirsi come capace dall’altro, e misurare questo attraverso il corpo e non attraverso la mente come gli è richiesto a scuola, permette alla sua personalità di prendere forma e di modellarsi in un modo nuovo, con una maggiore apertura e curiosità e con maggior coscienza.

Non è un caso che quasi tutti gli adolescenti miei allievi che poi hanno proseguito nella pratica del Judo fino a cintura nera e oltre, hanno sviluppato una personalità equilibrata, pronta alla novità, adattabile alle circostanze della vita, molto più recettiva ai nuovi stimoli e con una grande serenità nell’affrontare le sfide della vita, così come hanno affrontato per anni le sfide del combattimento e le difficoltà nel far proprio un movimento fino a interiorizzarlo a tal punto da renderlo creativo.

Come si svolge una lezione

In tempo di COVID molti esercizi non saranno praticabili (v. articolo apposito). La lezione si aprirà quindi con il tradizionale saluto, a cui seguiranno esercizi di riscaldamento e di potenziamento, a seconda della classe di allievi.

Una parte importante della lezione sarà dedicata alle tecniche di caduta (ukemi waza), sfruttando proprio il periodo in cui il distanziamento è d’obbligo per perfezionarle al meglio.

Verranno poi svolti esercizi di simulazione di tecniche in cui l’attenzione sarà posta su ogni parte del proprio corpo, per costruire dei movimenti fluidi, con la piena coscienza di come si stia muovendo ogni piccola parte di noi. Questa parte sarà essenziale, soprattutto per i bambini e i ragazzi, spesso poco coscienti del loro corpo in crescita, e in genere poco coordinati.

Risultati attesi

Per i bambini e i ragazzi ci si attende, dopo un anno di pratica, una maggior attenzione e focalizzazione sulle cose, ci si attende un miglior rapporto con il proprio corpo, una maggior consapevolezza nelle proprie capacità e un passo avanti deciso nel rendersi conto che è solo col proprio sforzo che si riesce a crescere.

Il Judo al tempo del COVID

All’apparenza il Judo è quell’arte marziale in cui si afferra il compagno per la divisa e con abile movimento lo si proietta per terra. All’apparenza quindi non è possibile praticare un Judo “distanziato”.

Ma è proprio così?

Partiamo da definire cosa è il Judo. Il Judo è un metodo educativo, ovvero è una metodologia che attraverso un’attività motoria vuole innescare un processo educativo.

Processo educativo che si basa sul voler unificare corpo, mente e cuore, in altre parole armonizzare il lato fisico, razionale ed emotivo di ciascuno di noi.

La tecnica di Judo è quindi una “grande scusa” per iniziare un lavoro sul corpo attraverso un principio pratico (il miglior impiego dell’energia), superare dei blocchi emotivi (es. paure, timori), rasserenare la mente e indirizzare la persona ad una cooperazione con gli altri (”tutti insieme per progredire” è infatti la massima del Judo).

Il Judo quindi opera sulla persona, per costruire un carattere efficiente, pronto, attento, solidale, altruista.

Possiamo fare Judo quindi a distanza?

Certamente! Si tratta solo di adattare (ju=adattabilità) la tecnica alla circostanza, faremo quindi esercizi da soli (tandoku renshu), affineremo le cadute (ukemi), utilizzeremo per i più grandi la spada di legno (boken) per cogliere gli stati mentali, ci concentreremo attraverso la visualizzazione del compagno per focalizzare la mente e il corpo in un movimento che dovrà poi diventare spontaneo, ci relazioneremo mantenendo le distanze ma lo faremo insieme.

Il Judo non sarà mai una pratica isolata, la relazione è la sua ragione di essere, e – in periodi in cui la relazione con l’altro non è quella di prima – è ancora più necessario praticare Judo per mantenere il proprio equilibrio psico-fisico.

Certo, per i bambini in età prescolare imparare giocando sarà diverso da prima, ma non per questo meno bello; per i bambini dai 6 ai 10 anni sarà meno “gioco”, ma sarà qualcosa che servirà ancora di più per rafforzare la propria personalità; per i ragazzi più grandi sarà un percorso per prendere coscienza che è solo dal proprio sforzo e dalla propria attenzione che si può migliorare; per i giovani sarà un primo step per comprendere che adattarsi non significa cedere, ma volgere a proprio favore gli accadimenti della vita.

Vi aspetto: il primo settembre ricominciano i corsi e, a causa distanziamento, i posti non saranno molti, chi vuole può pre-iscriversi fin da adesso.

M° Marco Marzagalli (6° dan)

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